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Xiaomi e i millemila nomi che creano solo disagio.

Qualche giorno fa in un altro articolo, che se non hai letto lo trovi qui, ho scritto parole al miele per l'azienda cinese, che per me ha tutte le carte in regola per essere l'unica a spaccare l'attuale monotonia del mercato smartphone.
Oggi una tirata d'orecchie, per quanto loro non sappiano nemmeno della mia esistenza sul pianeta, perché a parer mio stanno riuscendo nell'ardua impresa di confondere ancor di più l'utente medio nella scelta del proprio compagno elettronico.
Perché? Per qualche assurdo e a me ignoto motivo, stanno dando tanti nomi e tante varianti allo stesso dispositivo, che tanto mi ricorda Samsung con gli infiniti dispositivi di qualche anno fa e Huawei/Honor che, con la fascia media, non ha fatto altro che creare un ventaglio di smartphone sostanzialmente uguali, ma con nomi diversi.
Ammiro quelle poche aziende che hanno ancora a cuore l'interesse di rendere la vita facile ai propri clienti, con nomi semplici e di facile comprensione.
Per la scheda tecnica hai sbagliato sito, ti lascio all'articolo dei ragazzi di AndroidWorld, ma tra Mi CC9e, Mi A3, Mi assoreta e il caldo di questi giorni, non c'ho proprio voglia di stare dietro a questi millemila nomi.