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Motorola geniale: la strada per il futuro è il passato.

Siamo tutti profondamente stressati dal bombardamento che subiamo giornalmente sul Covid 19 e tutte le precauzioni (giustissime) che dobbiamo prendere TUTTI quanti per uscire il prima possibile da questa triste situazione, ma questo blog è uno spazio che parla di tecnologia e io stesso mi sono promesso di parlarne il meno possibile. Di conseguenza, però, io stesso mi trovo in questo momento ad avere più tempo libero e dovendolo passare in casa, mi sono armato di pazienza e buona volontà per fare ordine tra le mie cose.
E proprio stamattina mi si è accesa la lampadina, rendendomi conto di quanti oggetti abbiamo praticamente dimenticati nei cassetti della scrivania, che non vedevano la luce da anni. Qual è la sensazione che scatta subito, in questi casi? La nostalgia. Nostalgia di tempi più sereni quando magari si pensava a meno cose, tempi belli o brutti che siano, ma tempi passati che hanno contribuito nella nostra crescita.
Ma cercando di essere meno filosofo che poco mi si addice e leggendo queste quattro righe in chiave tecnologica, subito balza alla mia memoria Motorola con l'ultima grande ideona che punta tutto sull'effetto nostalgia e sul blasone del nome "RAZR".
Le recensioni di questo oggetto del desiderio pieghevole le trovate già sul web, io non ho avuto modo di vederlo dal vivo, ma a quanto pare di eccezionale ha ben poco, scheda tecnica alla mano. Ma voglio analizzare, a modo mio, il lancio di questo smartphone sotto un altro punto di vista.
Tu pensa, se avessero deciso di chiamarlo diversamente da RAZR, avrebbe riscosso la stessa curiosità che ha avuto appena dopo la presentazione?
La risposta la terrai per te stesso, perché non posso sentirla, ma la mia è assolutamente NO. Massima genialità da parte degli addetti ai lavori nelle sedi Motorola, così intelligenti da basare lo spot per promuoverlo in TV quasi interamente su questo "effetto nostalgia" che ti ho parlato finora.
Sintesi: proporre la propria offerta che entra di prepotenza nel futuro della tecnologia, ma in chiave vintage.